Ogni bambino che vive l’esperienza scolastica con bisogni comuni o bisogni speciali è inserito prima di tutto nel gruppo classe e ha il diritto di vivere le risorse della comunità scolastica, fatta di alunni, famiglie, docenti, educatori e collaboratori che a vario titolo sono presenze educative all’interno della scuola. Quest’ultima poi è inserita in strutture più ampie: in particolare il dirigente scolastico ha il compito di relazionarsi con le strutture del territorio per fare della scuola un ambiente aperto e che possa beneficiare delle risorse locali. Insomma dentro e intorno alla scuola esiste un fitto mondo di relazioni alle quali i bambini sono connessi e che possono rimanere uno sfondo inerte o diventare preziose per una scuola aperta, ricca, vitale che sa gestire le differenze chiedendo aiuto, collaborazione e professionalità ai suoi diversi interlocutori
Come le Indicazioni Nazionali per il Curricolo evidenziano, e come gli insegnanti sanno ormai bene, i bisogni prioritari oggi riguardano non tanto il sapere, ma piuttosto il saper cercare, il saper distinguere, il sapersi orientare tra dati di diverso tipo, a volte contrastanti, il saper organizzare le conoscenze e riutilizzarle in contesti differenti. Ecco perché oggi l’enfasi è su una didattica orientata alle competenze.
All’interno di questo approccio, alcune metodologie particolarmente utili per realizzare concretamente l’inclusione sono:
Infine, alla base della didattica inclusiva, vi è e deve esserci la piena FIDUCIA nelle risorse dei singoli da un lato e del gruppo dall’altro come organismo unico e vitale, che si attiva nelle forme che gli sono più congeniali per evolvere e apprendere.